Eccola
là! E ci risiamo: il sindaco di Pescara Alessandrini c’è ricascato. Quatto
quatto, zitto zitto, da un lato mette le mani nelle tasche dei pescaresi (n.b.
espressione metaforica per indicare lo spropositato e ingiustificato aumento
delle tasse, lo diciamo per i più maligni), dall’altro si prepara a spendere e
spandere, elargendo incarichi di qua e di là, senza freni né scrupoli di
coscienza. Ma fa notizia quando, a pochi mesi di distanza, ci riprova a
riattivare un ufficio del quale ho già scritto inaugurando, mesi fa, il mio
Blog, e spera pure di farlo senza farsi notare. Parlo del ‘Centro di
Monitoraggio e gestione sulla sicurezza stradale’, un ufficio nato con la
giunta D’Alfonso-bis, assessore al traffico Antonio Blasioli (oggi Presidente
del Consiglio comunale), Pd, e morto e sepolto mesi dopo per ‘insufficienza di
lavoro’. I fatti: li riassumo brevemente, solo per far capire. Eletta la giunta
Albore Mascia, assunto, la mia società, l’incarico di Ufficio Stampa, assessore
al traffico Berardino Fiorilli, un giorno quest’ultimo mi comunica di aver
rintracciato tra le pieghe del bilancio ereditato dal Pd una strana voce,
inerente l’istituzione di un ‘Centro di monitoraggio e gestione sulla sicurezza
stradale’, con tanto di capitolo di spesa e fondi stanziati. E c’era pure un
responsabile del servizio, un incarico esterno, affidato a un
architetto-giornalista pubblicista che nessuno sapeva dire esattamente cosa
avesse contribuito a produrre nel primo anno di attività. Ma non è finita, la
chicca deve ancora venire: l’assessore Fiorilli mi comunica che quel Centro mi
interessava, in quanto la sostanza dell’incarico era la redazione di una sorta
di giornalino sulla sicurezza stradale che il Comune avrebbe dovuto produrre,
redigere, stampare e inviare ai pescaresi. Cioè, nell’era del web-media il
Comune di Pescara, ovviamente, spediva il solito giornalino a casa dei
cittadini. L’architetto-giornalista pubblicista prende contatti con me, viene
nel mio ufficio, dove mi porta una copia del numero 0 del prodotto editoriale
(l’unico di fatto mai prodotto e stampato), mi dice che il lavoro lo svolgeva
lui (dove, con chi, come? Impossibile saperlo), e che io mi sarei dovuta
limitare a mandare il ‘saluto istituzionale’ di sindaco e assessore per il
secondo numero, senza neanche avere la possibilità di rivedere la bozza prima
della stampa e, ovviamente, i contenuti, richiesta minima, mi sembra, da parte
di un’amministrazione che aveva legittimamente vinto le elezioni e che si era
ritrovata tra le mani la solita eredità. A quel punto contatto anche la società
di grafica che avrebbe dovuto materialmente impaginare il giornalino per
chiedere di vedere il menabò, anche per capire gli spazi riservati alle
Istituzioni, e mi rispondono che non mi avrebbero mandato alcun menabò, perché
loro rispondevano solo a chi aveva loro affidato l’incarico, ossia la
precedente amministrazione comunale. Bene! Inutile dire che il progetto
editoriale è finito lì, mai uscito il secondo numero. Ma evidentemente gli
uffici hanno saputo ben custodire le somme stanziate per il progetto se, dopo
cinque anni, sono rispuntati fuori e il sindaco Alessandrini sta disperatamente
cercando di dare continuità a un progetto che non si capisce neanche dove vuole
andare a parare. Lo ha fatto quasi un anno fa, con un bando identico, poi
aggiudicato a un primo ‘esperto di traffico’, che sta di fatto operando,
sperando di vederne, prima o poi i frutti. All’epoca avevamo anche chiuso in
una busta il nominativo di colui che, a nostro giudizio, sarebbe stato il
destinatario dell’incarico, che, a suo tempo, sembra però che, per fugare ogni
dubbio sulla sua persona, non abbia neanche presentato la propria candidatura.
Ma all’epoca sapevo che non si doveva abbassare la guardia, perché, quando una
porta si chiude, si può sempre aprire la finestra. E tant’è: pochi giorni fa
rispuntano non un avviso pubblico per affidare, di nuovo, l’incarico di
collaborazione nel famigerato Centro di monitoraggio e gestione sulla sicurezza
stradale (un Centro che, sia ben inteso, non esiste fisicamente, non c’è mai
stato un tale ufficio in Comune, ma è solo una dicitura metaforica), ma
spuntano ben due avvisi pubblici. Eh già, perché il sindaco Alessandrini, nella
foga di riaprire un Centrochenoncè ora sta cercando un laureato in architettura,
ingegneria o Urbanistica, che sia però specificatamente esperto in ‘analisi dei
dati sul traffico; analisi dei dati sugli incidenti; redazione del rapporto tra
le due analisi; individuazione delle aree critiche (ossia dove si verifica il
maggior numero di incidenti, in sostanza quattro elementi che si ottengono in
due secondi al Comando della Polizia municipale); la ‘resa grafica e
cartografica dei risultati delle due analisi’, cioè uno che sia capace di
tradurre in diagrammi i dati sopracitati; collaborazione con il Centrochenoncè
per la redazione di una relanzioncina finale, e per la progettazione degli
interventi per la mobilità sostenibile, nonché per la ‘gestione delle
comunicazioni’…e questa non l’ho capita. Il Comune di Pescara ha un
portavoce-addetto stampa, quindi quali comunicazioni dovrebbe ‘gestire’ questa
figura, per di più un architetto-ingegnere-urbanista? E con chi dovrebbe
comunicare? Con le testate giornalistiche? Beh, allora devo presupporre che,
già dall’avviso, si prevede risponda un architetto-ingegnere-urbanista che,
quanto meno, sia anche giornalista-pubblicista, visto che la comunicazione può
per legge essere gestita solo da giornalisti. Ovviamente questa figura dovrà
avere anche competenze nell’uso del programma Excel, di grafica vettoriale, di
programmi come Word, Power Point, ma soprattutto nella gestione della posta
elettronica (ossia deve saper accedere alla casella di posta elettronica e
aprire le mail), nella ricerca web (ossia mettere su un motore di ricerca, tipo
google, una parola e vedere i risultati) e poi nella gestione dei gruppi di
mailing list…chiedete ai vostri figli di 3-4 anni se lo sanno fare…dai 5 anni
in poi si offendono se glielo chiedete. Il fortunato che si aggiudicherà il
primo premio, guadagnerà 23mila 500 euro in un anno, ossia 1.958 euro ogni
mese, che per un Comune in predissesto non è affatto da disprezzare. Ma c’è di
più perché accanto a questa figura, ora si cerca anche un secondo
professionista: anche in questo caso per una collaborazione coordinata e continuativa
presso il Centrochenoncè, ma stavolta si cerca un giornalista, ossia un
laureato in Scienze della Comunicazione o un iscritto all’Albo dei giornalisti,
che dovrà gestire la webmaster del Centrochenoncè (anche lui?); dovrà gestire
la comunicazione web e social media (anche lui?), cioè andare su facebook,
twitter, google +, Linkedin etc etc; poi dovrà organizzare i contatti del
Centro nei rapporti con l’esterno (ma non era l’architetto a dover gestire la
comunicazione?), dovrà attivare ‘iniziative sinergiche con le attività di
comunicazione’ (anche lui?); individuare le ‘buone pratiche e promozione della
loro diffusione’ e collaborare nella ‘gestione delle comunicazioni’ (anche
lui?). Anche in questo secondo caso si richiedono elevate competenze: ossia
conoscenza di programmi di web editing (Worpress); del pacchetto Adobe (ovvero
Photoshop, Indesign ecc); conoscenza dei social media (e questa la vedo
veramente dura), di Word, Excel e via discorrendo. E anche in questo caso la
paghetta sarà di 23mila 500 euro l’anno, ossia pochi spiccioli per i 2mila euro
al mese, sempre in un Comune in predissesto. Tutti gli interessati potranno
mandare il proprio curriculum e candidatura via pec entro il 18 maggio e, rulli
di tamburi, il 22 maggio saranno pubblicate le graduatorie e conosceremo i
nuovi responsabili, con incarico esterno, del Centrochenoncè, ma che
sicuramente serve per impedire ai pescaresi di essere vittima o di provocare
incidenti stradali. Io, ovviamente, la mia idea ce l’ho: ho già riscritto i nomi
dei vincitori in una busta chiusa che aprirò il 22 maggio. Perché, chiusa la
porta, la finestra sta per riaprirsi, esattamente come avevo previsto nei mesi
scorsi. Buona giornata!
La triste vicenda mi riporta alla mente un altro interessante giornalino che avrebbe dovuto convincere i pescaresi sulla bontà di un progetto fallimentare in tutta evidenza: "Filo' Informa". Anch'esso uscito in un solo esemplare a fine 2010. Inutile dire che il progetto editoriale è finito lì, mai uscito il secondo numero. Meglio sorvolare sul finanziamento della lusinghiera iniziativa!
RispondiElimina