martedì 12 maggio 2015

Incarichi al Comune di Pescara per il Centrochenoncè


Eccola là! E ci risiamo: il sindaco di Pescara Alessandrini c’è ricascato. Quatto quatto, zitto zitto, da un lato mette le mani nelle tasche dei pescaresi (n.b. espressione metaforica per indicare lo spropositato e ingiustificato aumento delle tasse, lo diciamo per i più maligni), dall’altro si prepara a spendere e spandere, elargendo incarichi di qua e di là, senza freni né scrupoli di coscienza. Ma fa notizia quando, a pochi mesi di distanza, ci riprova a riattivare un ufficio del quale ho già scritto inaugurando, mesi fa, il mio Blog, e spera pure di farlo senza farsi notare. Parlo del ‘Centro di Monitoraggio e gestione sulla sicurezza stradale’, un ufficio nato con la giunta D’Alfonso-bis, assessore al traffico Antonio Blasioli (oggi Presidente del Consiglio comunale), Pd, e morto e sepolto mesi dopo per ‘insufficienza di lavoro’. I fatti: li riassumo brevemente, solo per far capire. Eletta la giunta Albore Mascia, assunto, la mia società, l’incarico di Ufficio Stampa, assessore al traffico Berardino Fiorilli, un giorno quest’ultimo mi comunica di aver rintracciato tra le pieghe del bilancio ereditato dal Pd una strana voce, inerente l’istituzione di un ‘Centro di monitoraggio e gestione sulla sicurezza stradale’, con tanto di capitolo di spesa e fondi stanziati. E c’era pure un responsabile del servizio, un incarico esterno, affidato a un architetto-giornalista pubblicista che nessuno sapeva dire esattamente cosa avesse contribuito a produrre nel primo anno di attività. Ma non è finita, la chicca deve ancora venire: l’assessore Fiorilli mi comunica che quel Centro mi interessava, in quanto la sostanza dell’incarico era la redazione di una sorta di giornalino sulla sicurezza stradale che il Comune avrebbe dovuto produrre, redigere, stampare e inviare ai pescaresi. Cioè, nell’era del web-media il Comune di Pescara, ovviamente, spediva il solito giornalino a casa dei cittadini. L’architetto-giornalista pubblicista prende contatti con me, viene nel mio ufficio, dove mi porta una copia del numero 0 del prodotto editoriale (l’unico di fatto mai prodotto e stampato), mi dice che il lavoro lo svolgeva lui (dove, con chi, come? Impossibile saperlo), e che io mi sarei dovuta limitare a mandare il ‘saluto istituzionale’ di sindaco e assessore per il secondo numero, senza neanche avere la possibilità di rivedere la bozza prima della stampa e, ovviamente, i contenuti, richiesta minima, mi sembra, da parte di un’amministrazione che aveva legittimamente vinto le elezioni e che si era ritrovata tra le mani la solita eredità. A quel punto contatto anche la società di grafica che avrebbe dovuto materialmente impaginare il giornalino per chiedere di vedere il menabò, anche per capire gli spazi riservati alle Istituzioni, e mi rispondono che non mi avrebbero mandato alcun menabò, perché loro rispondevano solo a chi aveva loro affidato l’incarico, ossia la precedente amministrazione comunale. Bene! Inutile dire che il progetto editoriale è finito lì, mai uscito il secondo numero. Ma evidentemente gli uffici hanno saputo ben custodire le somme stanziate per il progetto se, dopo cinque anni, sono rispuntati fuori e il sindaco Alessandrini sta disperatamente cercando di dare continuità a un progetto che non si capisce neanche dove vuole andare a parare. Lo ha fatto quasi un anno fa, con un bando identico, poi aggiudicato a un primo ‘esperto di traffico’, che sta di fatto operando, sperando di vederne, prima o poi i frutti. All’epoca avevamo anche chiuso in una busta il nominativo di colui che, a nostro giudizio, sarebbe stato il destinatario dell’incarico, che, a suo tempo, sembra però che, per fugare ogni dubbio sulla sua persona, non abbia neanche presentato la propria candidatura. Ma all’epoca sapevo che non si doveva abbassare la guardia, perché, quando una porta si chiude, si può sempre aprire la finestra. E tant’è: pochi giorni fa rispuntano non un avviso pubblico per affidare, di nuovo, l’incarico di collaborazione nel famigerato Centro di monitoraggio e gestione sulla sicurezza stradale (un Centro che, sia ben inteso, non esiste fisicamente, non c’è mai stato un tale ufficio in Comune, ma è solo una dicitura metaforica), ma spuntano ben due avvisi pubblici. Eh già, perché il sindaco Alessandrini, nella foga di riaprire un Centrochenoncè ora sta cercando un laureato in architettura, ingegneria o Urbanistica, che sia però specificatamente esperto in ‘analisi dei dati sul traffico; analisi dei dati sugli incidenti; redazione del rapporto tra le due analisi; individuazione delle aree critiche (ossia dove si verifica il maggior numero di incidenti, in sostanza quattro elementi che si ottengono in due secondi al Comando della Polizia municipale); la ‘resa grafica e cartografica dei risultati delle due analisi’, cioè uno che sia capace di tradurre in diagrammi i dati sopracitati; collaborazione con il Centrochenoncè per la redazione di una relanzioncina finale, e per la progettazione degli interventi per la mobilità sostenibile, nonché per la ‘gestione delle comunicazioni’…e questa non l’ho capita. Il Comune di Pescara ha un portavoce-addetto stampa, quindi quali comunicazioni dovrebbe ‘gestire’ questa figura, per di più un architetto-ingegnere-urbanista? E con chi dovrebbe comunicare? Con le testate giornalistiche? Beh, allora devo presupporre che, già dall’avviso, si prevede risponda un architetto-ingegnere-urbanista che, quanto meno, sia anche giornalista-pubblicista, visto che la comunicazione può per legge essere gestita solo da giornalisti. Ovviamente questa figura dovrà avere anche competenze nell’uso del programma Excel, di grafica vettoriale, di programmi come Word, Power Point, ma soprattutto nella gestione della posta elettronica (ossia deve saper accedere alla casella di posta elettronica e aprire le mail), nella ricerca web (ossia mettere su un motore di ricerca, tipo google, una parola e vedere i risultati) e poi nella gestione dei gruppi di mailing list…chiedete ai vostri figli di 3-4 anni se lo sanno fare…dai 5 anni in poi si offendono se glielo chiedete. Il fortunato che si aggiudicherà il primo premio, guadagnerà 23mila 500 euro in un anno, ossia 1.958 euro ogni mese, che per un Comune in predissesto non è affatto da disprezzare. Ma c’è di più perché accanto a questa figura, ora si cerca anche un secondo professionista: anche in questo caso per una collaborazione coordinata e continuativa presso il Centrochenoncè, ma stavolta si cerca un giornalista, ossia un laureato in Scienze della Comunicazione o un iscritto all’Albo dei giornalisti, che dovrà gestire la webmaster del Centrochenoncè (anche lui?); dovrà gestire la comunicazione web e social media (anche lui?), cioè andare su facebook, twitter, google +, Linkedin etc etc; poi dovrà organizzare i contatti del Centro nei rapporti con l’esterno (ma non era l’architetto a dover gestire la comunicazione?), dovrà attivare ‘iniziative sinergiche con le attività di comunicazione’ (anche lui?); individuare le ‘buone pratiche e promozione della loro diffusione’ e collaborare nella ‘gestione delle comunicazioni’ (anche lui?). Anche in questo secondo caso si richiedono elevate competenze: ossia conoscenza di programmi di web editing (Worpress); del pacchetto Adobe (ovvero Photoshop, Indesign ecc); conoscenza dei social media (e questa la vedo veramente dura), di Word, Excel e via discorrendo. E anche in questo caso la paghetta sarà di 23mila 500 euro l’anno, ossia pochi spiccioli per i 2mila euro al mese, sempre in un Comune in predissesto. Tutti gli interessati potranno mandare il proprio curriculum e candidatura via pec entro il 18 maggio e, rulli di tamburi, il 22 maggio saranno pubblicate le graduatorie e conosceremo i nuovi responsabili, con incarico esterno, del Centrochenoncè, ma che sicuramente serve per impedire ai pescaresi di essere vittima o di provocare incidenti stradali. Io, ovviamente, la mia idea ce l’ho: ho già riscritto i nomi dei vincitori in una busta chiusa che aprirò il 22 maggio. Perché, chiusa la porta, la finestra sta per riaprirsi, esattamente come avevo previsto nei mesi scorsi. Buona giornata!

1 commento:

  1. La triste vicenda mi riporta alla mente un altro interessante giornalino che avrebbe dovuto convincere i pescaresi sulla bontà di un progetto fallimentare in tutta evidenza: "Filo' Informa". Anch'esso uscito in un solo esemplare a fine 2010. Inutile dire che il progetto editoriale è finito lì, mai uscito il secondo numero. Meglio sorvolare sul finanziamento della lusinghiera iniziativa!

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